
Quanto pesa davvero la lavastoviglie in bolletta? Meno di quanto si crede, ma molto più di quanto potrebbe se la si usasse bene. La buona notizia è che per abbattere i consumi della lavastoviglie non serve cambiarla: nella maggior parte dei casi bastano il programma giusto, un carico gestito meglio e un filtro pulito.
La cattiva notizia è che quasi tutti fanno l’errore opposto: scelgono il programma più corto e più caldo pensando di risparmiare, e prelavano i piatti a mano “per sicurezza”. Sono le due abitudini che fanno salire di più il consumo. In questa guida vediamo dove finisce l’energia di un ciclo di lavaggio, le cinque mosse che la riducono per davvero e quando invece i consumi salgono perché c’è un guasto.
Dove finisce l’energia quando lavi i piatti
Prima delle regole conviene capire il meccanismo, perché rende evidente il resto. In un ciclo di lavastoviglie la corrente non serve quasi per niente a far girare la pompa o i cestelli: serve a scaldare l’acqua. È lì che finisce la grande maggioranza dell’energia assorbita, attorno all’80%.
Da questo dato si ricava tutto il resto. Se l’energia serve a portare l’acqua in temperatura, allora abbassare la temperatura conta più che accorciare il ciclo. Un programma che lava a 50 °C per due ore e mezza consuma meno di uno che lava a 70 °C in un’ora, anche se la lavastoviglie resta accesa più a lungo. È controintuitivo, e per questo il programma Eco è il più snobbato di tutti.
Le 5 mosse che riducono davvero i consumi della lavastoviglie

1. Usa il programma Eco, anche se dura il doppio — è la mossa che vale più di tutte le altre messe insieme. Il programma Eco lava a temperatura più bassa e compensa allungando i tempi: stessa pulizia, meno energia e meno acqua. È anche il programma su cui sono misurati i dati dell’etichetta energetica, quindi è il riferimento ufficiale del costruttore. Se la tua lavastoviglie non ha un tasto Eco, scegli il programma a temperatura più bassa compatibile con lo sporco reale del carico: il ciclo intensivo a 70 °C serve per pentole incrostate, non per i piatti di tutti i giorni.
2. Carica a pieno, ma senza incastrare — una lavastoviglie consuma praticamente la stessa acqua e la stessa energia a mezzo carico e a pieno carico. Farla partire mezza vuota significa raddoppiare il costo per piatto. Riempi i cestelli seguendo lo schema del libretto, lasciando però passare l’acqua tra i pezzi: se i getti non arrivano, il lavaggio viene male e finisci per rifarlo, che è il modo più rapido di raddoppiare i consumi. Se per fare un carico pieno ti servono due o tre giorni, usa la funzione di risciacquo e mantenimento presente sui modelli recenti: consuma uno o due litri d’acqua ed evita che lo sporco si secchi.
3. Non prelavare i piatti a mano — è l’abitudine più diffusa e la più inutile. Con un detersivo adeguato basta raschiare i residui solidi: il prelavaggio sotto il rubinetto aggiunge decine di litri di acqua calda al conto, cioè esattamente la voce che stiamo cercando di ridurre. Su alcuni programmi automatici è perfino controproducente, perché i sensori di torbidità leggono acqua poco sporca e tarano un lavaggio più leggero del necessario.
4. Salta l’asciugatura a caldo — se la tua lavastoviglie ha l’asciugatura ad aria o una funzione di asciugatura senza calore, usala. In alternativa, spegni a fine risciacquo e apri lo sportello: le stoviglie asciugano da sole con il calore residuo. Va detto con onestà che così l’asciugatura è più lenta e, sui bicchieri, qualche alone in più è possibile: è il compromesso da accettare in cambio del risparmio, e un brillantante dosato bene lo riduce quasi a zero.
5. Fai partire il ciclo nella fascia oraria giusta — qui la precisazione è doverosa: questa mossa non riduce l’energia consumata, riduce quanto la paghi. Se hai un contratto a fasce, l’elettricità costa meno in F2 e F3, cioè la sera dopo le 19, di notte, nei weekend e nei giorni festivi. Con la partenza differita che ormai hanno quasi tutti i modelli, carichi durante la giornata e programmi l’avvio in tarda serata. Sui numeri della bolletta è una delle azioni a costo zero con l’effetto più immediato.
L’etichetta energetica: cosa guardare davvero
Se stai valutando l’acquisto, il riferimento in Italia e in Europa non è la stellina americana ENERGY STAR ma l’etichetta energetica europea, che da marzo 2021 usa la scala da A a G senza più le vecchie classi con i “+”. La riscalatura ha reso i confronti più severi: un modello che con la vecchia etichetta era A+++ oggi si colloca spesso in classe C o D, pur essendo la stessa macchina.
Sull’etichetta, oltre alla classe, ci sono i due numeri che contano per il portafoglio: il consumo di energia in kWh per 100 cicli nel programma Eco e il consumo di acqua in litri per ciclo. Sono misurati entrambi in Eco, e sono l’unico modo corretto di confrontare due modelli diversi. Sui modelli recenti il consumo d’acqua per ciclo Eco si aggira spesso intorno ai 10 litri.
Per la tua lavastoviglie attuale gli stessi dati sono nel libretto di istruzioni: se non lo trovi più, puoi scaricarlo dalla nostra sezione download libretti e cataloghi, e se non sai qual è il modello esatto la guida alle targhette dati ti spiega dove trovarlo sull’apparecchio.
Calcare e filtro: i due nemici invisibili dei consumi

Qui a Milano il problema è concreto: l’acqua di rete è dura, e un’acqua dura significa calcare sulla resistenza. Uno strato di calcare fa da isolante: la resistenza deve lavorare più a lungo per portare l’acqua alla stessa temperatura, e il consumo sale senza che tu cambi nulla nelle tue abitudini. È un peggioramento lento, che si nota in bolletta prima che nei piatti.
Le contromisure sono due e sono banali. La prima: tieni sale e brillantante ai livelli giusti se non usi pastiglie multifunzione, e verifica che la durezza impostata sulla lavastoviglie corrisponda a quella della tua acqua — è un parametro che si regola nel menu e che quasi nessuno tocca dopo l’installazione. La seconda: un decalcificante specifico a intervalli regolari, più frequente proprio dove l’acqua è dura.
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Il secondo nemico è il filtro. Un filtro intasato di residui riduce la portata dell’acqua, peggiora il lavaggio e ti porta a rifare il ciclo o ad alzare il programma: due strade che costano energia. Va sciacquato spesso, e sostituito quando è deformato o non trattiene più. Insieme al filtro, controlla che i fori dei mulinelli non siano ostruiti: si liberano con uno stuzzicadenti in trenta secondi.
Ogni tanto, poi, serve un lavaggio a vuoto con un prodotto specifico: scioglie il grasso accumulato nelle tubazioni e nel cestello, quello che genera i cattivi odori e che alla lunga peggiora le prestazioni di lavaggio.
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Se vuoi il quadro completo su tutti gli apparecchi di casa, l’abbiamo raccolto nella checklist di manutenzione degli elettrodomestici. Sul fronte consumi, il ragionamento che vale per la lavastoviglie vale anche per l’apparecchio che lavora ventiquattr’ore al giorno: ne abbiamo parlato in frigorifero in estate, come ridurre i consumi.
Lavastoviglie o lavaggio a mano: chi consuma meno?

La convinzione che lavare a mano sia più sostenibile è dura a morire, ma i numeri dicono il contrario. Una lavastoviglie moderna a pieno carico in programma Eco cava fuori un lavaggio completo con una decina di litri d’acqua; lavare la stessa quantità di stoviglie sotto il rubinetto ne richiede molti di più, e soprattutto acqua calda, che è la voce costosa. Il confronto regge anche contro il lavaggio a mano più parsimonioso, purché la macchina sia caricata piena e non si prelavi.
La lavastoviglie perde il confronto in un solo caso: quando la si fa partire mezza vuota, con il programma intensivo, dopo aver sciacquato tutto a mano. Che è, statisticamente, il modo in cui viene usata più spesso.
Quando i consumi salgono perché c’è un guasto
C’è un limite oltre il quale il problema non sono le abitudini. Se i cicli hanno iniziato a durare molto più del previsto, se le stoviglie escono bagnate o fredde, se compare un codice di errore o senti rumori nuovi durante il riempimento, quello che stai osservando non è un uso sbagliato: è un componente che sta cedendo. Resistenza, sensore di temperatura, pompa di scarico o pressostato sono i sospetti più frequenti, e una resistenza che fatica è la causa più comune di un consumo che aumenta all’improvviso.
In questi casi insistere con i prodotti di pulizia non serve, e continuare a usare l’apparecchio guasto costa in bolletta ogni giorno. ATEL è centro di assistenza per Bosch, Siemens, Gaggenau e Neff a Milano dal 2008: interveniamo con ricambi originali e diagnosi sul posto. Puoi richiedere un intervento di assistenza o chiamarci direttamente allo 02 2851 0952.
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